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Cnosso
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mweaCnosso (mweqin greco antico Κνωσός?, Knōsós, greco miceneo mwegko-no-so, minoico mwewku-ni-su) è il più importante mwfasito archeologico dell'mwfqetà del bronzo di mwfgCreta. Sorge nella parte centrale dell'isola di Creta, a mwfw6 km dal mare e a mwga5 km da mwgqHeraklion, sul fiume Katsaba (antico mwggKairatos).
Fu un importante centro della mwhaciviltà minoica (la civiltà cretese dell'mwhqetà del bronzo). Il palazzo di Cnosso è legato ad antichi mwhgmiti della mwhwGrecia classica, come mwiaMinosse e il mwiqlabirinto costruito da mwigDedalo, e quello di mwiwTeseo e il mwjaMinotauro. Questa leggenda racconta che mwjqMinosse, re di Creta, abbia fatto costruire un labirinto per chiuderci dentro il Minotauro nato dall'unione di sua moglie con un toro. Questo essere mostruoso aveva la testa di toro e il corpo di uomo. Ogni anno bisognava dare 7 fanciulli e 7 fanciulle in pasto al Minotauro nel labirinto.cite-ref-1[1]
Contents
• Storia
• Note
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La scoperta
È il più importante dei palazzi minoici cretesi dalla sua scoperta nel 1878. Associato alla leggenda del palazzo del re Minosse, il sito, occupato dal 7000 a.C., fu probabilmente la capitale di Creta durante il periodo minoico.cite-ref-4[4] Le rovine di Cnosso furono scoperte nel 1878 da un antiquario cretese, Minos Kalokairinos. Condusse i primi scavi, portando alla luce i magazzini dell'ala ovest del palazzo, oltre ad elementi della facciata. Inoltre, trovò grandi vasi (mwqwpithoi in greco antico) riccamente decorati e in perfette condizioni, che si affrettò a inviare ai musei europei.cite-ref-5[5] Da questo primo scavo, Minos Kalokairinos attribuì il palazzo a quello del leggendario re Minosse.
Gli scavi del palazzo furono comunque rapidamente interrotti dalle autorità ottomane. Il sito suscitò la curiosità di molte personalità come mwtqHeinrich Schliemann, l'archeologo André Joubin, membro della Scuola Francese di mwtwAtene, l'archeologo britannico mwuaArthur Evans nel marzo 1900.cite-ref-6[6] Evans effettuò scavi su larga scala. Gli scavi e il restauro di Cnosso, così come la scoperta della civiltà che lui stesso chiamò minoica, dal nome del re Minosse, sono inseparabili dalla persona di Evans che fu assistito da Duncan Mackenzie (già distinto nei siti di scavo di mwvqMilo), e da Theodor Fyfe, un architetto della British School di Atene. Usando i contadini locali come scavatori, Evans portò alla luce nel giro di pochi mesi molti manufatti ormai famosi tra cui l'affresco del salto del toro, le statuette della dea serpente, numerose tavolette in mwwqlineare B e una parte significativa di quello che considerava il palazzo di Minosse.cite-ref-7[7] In realtà, Cnosso è un complesso di oltre 1.000 stanze interconnesse e serviva sia come centro amministrativo e religioso, ma anche come centro di stoccaggio per i prodotti alimentari.cite-ref-8[8]
Storia
Età minoica
Abitato già nel mwzgNeolitico, divenne un florido centro della mwzwciviltà minoica verso il mwaa2000 a.C., epoca della costruzione del grande mwaqpalazzo che, privo di mura difensive, era simbolo dell'egemonia cretese sul mwagmar Egeo. In questo periodo gli abitanti di Cnosso cominciarono ad avere rapporti commerciali con la civiltà egizia dalla quale appresero le tecniche per realizzare gli straordinari affreschi rinvenuti. Verso il 1700 a.C. un cataclisma, forse un terremoto provocato dall'eruzione del vulcano dell'isola di mwawThera (l'odierna mwbaSantorini), distrusse tutti i palazzi dell'isola, incluso quello di Cnosso.
Durante il periodo neopalaziale (1700 a.C.-mwbg1400 a.C.) il palazzo venne ricostruito ancora più sontuoso di quello di epoca palaziale, ancora una volta privo di mura difensive, cosa che testimonia la totale assenza di invasioni da parte di altri popoli. Verso il 1450 a.C. Cnosso fu devastata dai mwbwMicenei, popolazione proveniente dal mwcaPeloponneso, come testimoniano i testi in mwcqlineare B rinvenuti nel palazzo, finché verso la metà del XIV secolo a.C. la città decadde completamente. Vi sono infine fonti che indicano la presenza di artigiani cretesi nelle città micenee dove veniva apprezzata la loro alta conoscenza nel campo dell'oreficeria.
Età classica
Nel quarto e terzo secolo a.C. Cnosso fu impegnata in diverse guerre per il predominio sull'isola contro altre città come Litto e Polyrrenia, che videro l'intervento esterno di leghe greche e di mweaFilippo V di Macedonia, cui Cnosso si oppose con altri nella mweqguerra di Creta.
L'intervento romano permise a Cnosso di diventare per qualche decennio la città più importante dell'isola, ma con la conquista romana del 67 a.C. le venne preferita mwewGortys come capitale della nuova provincia di mwfaCreta e Cirene. Vicino al palazzo sorse una colonia romana, mwfqIulia Nobilis.
Età post-classica
Negli anni venti del IX secolo l'isola venne conquistata dagli Arabi e la popolazione si spostò a mwgaCandia, che in origine era forse uno degli scali portuali di Cnosso.
Storia degli scavi archeologici a Cnosso
Da molti anni era noto che in quest'area si dovesse trovare una città di nome mwiaCnosso. Infatti gli abitanti della regione, coltivando i loro campi, trovavano spesso degli oggetti antichi.
Il primo a intraprendere gli scavi fu Minos Kalokairinos, un antiquario, commerciante di Iraklion, che nel 1878 scoprì due dei magazzini del palazzo. I turchi, padroni del terreno, lo costrinsero a fermare le ricerche. Fallirono pure i tentativi di mwigHeinrich Schliemann nel comprare la collina di "Kefala" a causa delle eccessive pretese dei turchi. Questi ultimi, infatti, volevano vendere al ricercatore molti più olivi di quanti non ce ne fossero sulla collina, pretendendo una somma ingente che però il tedesco respinse con indignazione.
La fortuna aiutò invece Sir mwjaArthur Evans, mwjqarcheologo e in quel periodo direttore dell'mwjgAshmolean Museum di mwjwOxford, che incominciò scavi sistematici nel 1900, seguito dal suo assistente, l'archeologo inglese mwkaDuncan Mackenzie, che teneva anche il diario di scavo, dopo la proclamazione dell'autonomia dell'isola. Verso la fine del 1903 quasi tutto il palazzo era scoperto e la ricerca procedette nei dintorni. Evans continuò così fino al 1931, con un'interruzione durante la mwkqprima guerra mondiale. Più tardi pubblicò la sua opera "mwkgThe Palace of Minos at Knossos", in quattro volumi.
Fin dall'inizio i monumenti scoperti avevano bisogno di restauro. Così certe parti del palazzo sono state ricostruite secondo l'interpretazione di Evans e in questi lavori fu usato mwlacemento armato in abbondanza. Le parti che corrispondevano a costruzioni in mwlqlegno furono all'inizio dipinte in mwlggiallo (oggi il colore giallo è sostituito). Inoltre, copie dei meravigliosi affreschi trovati durante gli scavi sono state collocate ai posti originali. Questo metodo di restauro è stato criticato da molti a causa dell'utilizzo di materiali estranei all'architettura minoica. Altri scienziati hanno contestato certi risultati di Evans. A parte tutto ciò, l'intuizione, l'immaginazione creativa e la profonda conoscenza scientifica di Evans sono sempre state ammirate. In grandissima parte si deve a lui la scoperta dello splendore del mondo minoico, che fino alla sua epoca si rifletteva solo nella mwlwmitologia greca. Dopo la sua morte, gli scavi di Cnosso, che continuano fino a oggi, sono stati intrapresi dalla mwmaScuola Britannica di Atene.
Il palazzo
Il palazzo di Cnosso fu continuamente rinnovato e modificato nel corso della sua esistenza. Quello attualmente visibile è un accumulo di elementi di varie epoche, accanto a ricostruzioni moderne spesso imprecise. Così, il palazzo non è mai stato esattamente come appare oggi.cite-ref-prezhitchlb-9-0[9]cite-ref-10[10]
Come altri palazzi minoici, Cnosso era organizzato attorno a una corte centrale rettangolare. Questa corte era lunga il doppio da nord a sud rispetto a est-ovest, un orientamento che avrebbe massimizzato la luce solare e posizionato le stanze importanti verso il sole nascente.cite-ref-hitchcockhandbook-11-0[11]cite-ref-lupackhandbook-12-0[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]
Come gli altri palazzi di Creta, anche quello di Cnosso costituiva il centro politico, religioso ed economico dell'impero marittimo minoico e possedeva inoltre un carattere sacro. Il palazzo ricopriva una mwuqsuperficie di mwug22000 m², era a più piani e a mwuwpianta molto complessa e intricata. Pare potesse ospitare fino a mwva12 000 persone e conteneva mwvq1 300 stanze, sale per il culto, per i ricevimenti e per i funzionari dell'amministrazione. Fu edificato sopra le rovine di un più antico palazzo, costruito attorno al 2000 a.C. e distrutto probabilmente da un grande mwvgterremoto intorno al 1628 a.C., dovuto alla catastrofica eruzione vulcanica di mwvwThera, l'odierna isola di mwwaSantorini.cite-ref-15[15]
Il "secondo palazzo" di Cnosso fu realizzato all'inizio del mwxgXVI secolo a.C. e costruito intorno a un cortile in terra battuta dove si esibivano dei ginnasti che volteggiavano sui tori, animale sacro per i cretesi, sfidando la morte come i gladiatori del mwxwColosseo. Il palazzo era così grande e la trama era così complessa che viene menzionato come mwyalabirinto nel mito del mwyqMinotauro e del filo di mwygArianna. Infatti nel mito si dice che il palazzo era stato progettato dall'mwywarchitetto mwzaateniese mwzqDedalo aiutato dal figlio mwzgIcaro (mito di Dedalo e Icaro). Vi è inoltre un riferimento anche morfologico lessicale che riconduce al famigerato labirinto: il simbolo del palazzo era l'mwzwascia bipenne (mw0aλάβρυς) da cui, con il suffisso mw0q-into, stava a indicare il luogo, mw0glabyrinthos.
Particolare del palazzo sono i famosi bagni degli appartamenti della regina che, secondo studi approfonditi, sarebbero i più avanzati di tutta l'antichità, con canalizzazioni sotterranee, fogne, canali di scarico, acqua calda sempre disponibile... un miracolo della tecnica cretese. Infine si pensa che il palazzo di Cnosso sia stato ubicato proprio in quella posizione perché nei pressi del mw1amonte Ida, il luogo dove era vissuto mw1qZeus e probabilmente anche mw1gPoseidone.
Gli affreschi di Cnosso
A Cnosso vi era una profonda cultura degli affreschi. I Cretesi dipingevano sulle pareti del palazzo di Cnosso opere eccezionali con la classica visione di profilo tipica dell'arte egizia. Il motivo di questa particolare tecnica rappresentativa è la causa dei continui scambi commerciali e culturali tra la civiltà cretese e quella egizia. Al museo archeologico di Candia sono conservati notevoli affreschi ancora ben conservati che rappresentano mw3qscene di giochi con i tori (mw3gtaurocatapsia), processioni, ecc. I muri erano ricoperti da intonaci affrescati con soggetti marini, combattimenti con tori e motivi geometrici. Per la prima volta le immagini non erano usate per rappresentare concetti e simboli come nell'arte egizia, ma per abbellire i luoghi di vita. Il rapporto dei Cretesi con la natura, specie quella marina, è testimoniato dalla pittura e dall'arte scultorea. La religione cretese infatti attribuiva caratteri divini ad alcuni animali, come il toro e il serpente, che costituivano perciò il soggetto privilegiato delle pitture.
Note
cite-note-11. ↑ mw5qJoshua J. Mark, mw5gmw5wCnosso, in mw6aWorld History Encyclopedia, 15 ottobre 2010.
cite-note-22. ↑ mw7a(mw7qmw7gEN) mw7wmw8aBavarian fairy tale castles and French Carnac Megaliths among new UNESCO World Heritage sites, in mw8qEuronews, 12 luglio 2025.
cite-note-33. ↑ mw9q(mw9gmw9wFR) mw-amw-qCentres palatiaux minoens, in mw-gUNESCO.
cite-note-44. ↑ mw-g(mw-wmwaqaEN) Castleden, Rodney, mwaqeLife in Bronze Age Crete, Londra; New York, p.mwaqi 35.
cite-note-66. ↑ mware(mwarimwarmFR) Jan Driessen, mwarqmwaruLa Bataille de Knossos. Schliemann, Evans, Joubin etc. at Knossos (mwarymwarcPDF), in mwargActa Archaeologica Lovaniensia, 2001.
cite-note-77. ↑ mwarw(mwar0mwar4EN) Sir Arthur Evans, mwar8mwasaThe palace of Minos: a comparative account of the successive stages of the early Cretan civilization as illustrated by the discoveries at Knossos, vol.mwase 7, Londra, Macmillan, 1921-1935. mwasiURL consultato il 22 marzo 2024.
cite-note-1010. ↑ mwatw(mwat0mwat4EN) John C McEnroe, mwat8Architecture of Minoan Crete: constructing identity in the Aegean Bronze Age, Austin, University of Texas Press, 2010, p.mwaua 79.
cite-note-1313. ↑ mwavo(mwavsmwavwEN) John C. McEnroe, mwav0Architecture of Minoan Crete: Constructing Identity in the Aegean Bronze Age, Austin, University of Texas Press, 2010, pp.mwav4 84–85.
cite-note-1414. ↑ mwawi(mwawmmwawqEN) Colin F. Macdonald, mwawumwawy3, in mwawcThe Palaces of Minos at Knossos, mwawgAthena Review, vol.mwawk 3, 2003 mwawo(archiviato dall'mwawsurl originale il 24 maggio 2011).
cite-note-1515. ↑ Secondo il gruppo di ricercatori della mwaw8Cornell University di mwaxaNew York l'eruzione di Santorini avvenne tra 1660 a.C. e il 1613 a.C. (Studio effettuato presso il Laboratorio di mwaxedendrocronologia dell'mwaxiEgeo e del mwaxmVicino Oriente).
Bibliografia
• Costis Davaras, mwaxcCnossos et le musée d'Héracleion, Éditions Hannibal, Athènes, 1957.
• Cilleros José-Antoine, mwaxkLieux étranges, mondes insolites, Marshall Éditions Developments Limited, Montréal, 1994.
• Giorgos Tzorakis (archéologue), mwaxsCnossos - Nouveau guide du Palais de Cnossos, Éditions Hespéros, Grèce monuments et musées - hènes, 2014
• Jean-Claude Simoën, mwax0À la recherche des civilisations disparues, Perrin, 2013, p.mwax4 321 ISBN 978-2-262-04261-5
Voci correlate
• mwaymCreta (Grecia)
• mwayuDea dei serpenti
• mwaycArchitettura minoica
• mwaykArte egea
• mwaysCiviltà minoica
• mway0Lineare A
• mway8Lineare B
• mwazeMuseo archeologico di Candia
• mwazmMinosse
• mwazuHeinrich Schliemann
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwazo(EL, EN) Knossos, su odysseus.culture.gr, Sito del Ministero della Cultura Ellenico (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2007).
• mwazw(EN) Aegean Prehistory Online at Dartmouth, su projectsx.dartmouth.edu. URL consultato il 5 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2011).
• citereftreccani-itCnosso, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaDoro Levi, Biagio Pace, CNOSSO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefdizionario-di-storiaCnosso, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itCnòsso, su sapere.it, De Agostini.
• citerefarachne(DE) Cnosso / Cnosso (altra versione) / Cnosso (altra versione) / Cnosso (altra versione) / Cnosso (altra versione), su Arachne.